SIAMO SCHIAVI FELICI: IL DELITTO PERFETTO DEL NEOLIBERISMO


Viviamo in un’epoca in cui l’esaurimento nervoso è considerato uno status symbol. Se non sei “busy”, se non hai l’agenda fitta di impegni e le occhiaie che toccano il mento, sembri quasi un cittadino di serie B. Ma fermiamoci un secondo a guardare il quadro d’insieme: la tecnologia ha raggiunto vette tali da poter automatizzare gran parte dei processi produttivi, eppure lavoriamo più dei nostri nonni. Perché?
La risposta è amara. Se non fossimo incatenati alle logiche del profitto infinito e del neoliberismo selvaggio, potremmo tranquillamente lavorare un’ora al giorno. Solo un’ora per garantire i servizi essenziali e la sussistenza collettiva. Le restanti ventitré ore? Potrebbero essere dedicate all’amore, alla lettura, all’ozio creativo, alla vita vera. Invece, siamo schiavi che ringraziano il padrone. Negli ultimi anni, l’inflazione è stata usata come l’ennesima arma di distrazione di massa e di erosione salariale: i prezzi salgono, gli stipendi restano al palo e noi, terrorizzati dall’idea di perdere quel poco che abbiamo, accettiamo di essere pagati sempre meno per produrre sempre di più.


Lo sguardo dell’Anarchia: libertà senza padroni.
In questo scenario, la filosofia anarchica non è il caos dei vetri rotti, ma la forma più alta di ordine etico. L’anarchismo ci insegna che l’autorità non è un male necessario, ma una sovrastruttura che soffoca l’autonomia individuale. I teorici dell’anarchia sostengono che il lavoro dovrebbe essere un’attività libera, scelta per il bene della comunità e non un’imposizione sotto ricatto della fame. È il rifiuto del concetto di “gerarchia” che ci permette di immaginare un mondo dove la cooperazione sostituisce la competizione fratricida che il capitalismo ci ha iniettato nelle vene.
Due libri per risvegliare la coscienza
Per approfondire questo senso di disagio e trasformarlo in consapevolezza, ecco due letture fondamentali :


1. “Lettere dalla Kirghisia” di Silvano Agosti


Questo libro non è solo un testo, è un portale. Agosti ci descrive un paese immaginario, la Kirghisia, dove le persone lavorano pochissimo, il denaro non è il centro del mondo e la felicità è un diritto di nascita.
La scrittura di Agosti è poetica, quasi ipnotica. Leggendolo ci si rende conto di quanto la nostra “normalità” sia in realtà una patologia collettiva. È un libro che fa male perché mostra quanto siamo lontani dalla nostra essenza umana, ma è un male necessario per curarsi.


2. “Contro il lavoro” di Philippe Godard


Godard va alla radice del problema. In questo saggio, l’autore smonta l’idea stessa del lavoro come dovere morale o sociale, rivelando come sia uno strumento di controllo e sottomissione.
Godard ci offre una prospettiva radicale e provocatoria. Con un linguaggio diretto e senza filtri, analizza come il lavoro salariato sia diventato una forma moderna di schiavitù, una catena che ci lega a un sistema che ci sfrutta. È una lettura indispensabile per chi vuole davvero mettere in discussione le basi della nostra società.


Come boicottare il neoliberismo e abbracciare l’anarchia
La consapevolezza è il primo passo, ma non basta. Per boicottare il neoliberismo, dobbiamo agire nel nostro piccolo, giorno dopo giorno. Ecco come:
Riduci i consumi: Il neoliberismo si nutre del nostro desiderio insaziabile di “nuovo”. Compra meno, compra meglio, repara, ricicla. Liberati dalla dipendenza dal consumo per trovare la vera libertà.
Supporta le alternative: sostieni le cooperative, i mercati contadini, le botteghe locali. Cerca soluzioni che non passino attraverso le grandi multinazionali.
Coltiva l’autonomia: impara nuove abilità, costruisci le tue cose, coltiva il tuo cibo. Meno dipendi dal mercato per soddisfare i tuoi bisogni, più sei libero.
Pratica la solidarietà: organizzati con i tuoi vicini, i tuoi colleghi. Crea reti di mutuo soccorso che sostituiscano le gerarchie e la competizione con la cooperazione.
Convincere gli altri a seguire la filosofia anarchica non è facile, ma puoi iniziare mostrando loro l’esempio. Vivi una vita più autentica, più libera, più solidale. Spiega loro che l’anarchia non è il caos, ma un ordine diverso, basato sulla responsabilità individuale e sulla cooperazione volontaria.

Smettetela di chiamarla “carriera”. Chiamatela col suo vero nome: addomesticamento. Siete così orgogliosi dei vostri bonus e delle vostre promozioni, ma la verità è che siete solo criceti che corrono più velocemente su una ruota d’oro. Il sistema vi ha convinti che il vostro valore coincida con la vostra utilità economica. Siete schiavi che postano le foto dell’aperitivo dopo dieci ore di ufficio per convincersi di avere una vita. Ma la vita è quella che state sprecando mentre fatturate per chi non saprà mai nemmeno il vostro nome.

Buon lunedì mattina a tutti, se ne avete ancora il coraggio.

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