UNA BALLATA DEL MARE SALATO _ Hugo Pratt

Una ballata del mare salato di Hugo Pratt è molto più di un fumetto d’avventura: è un’opera fondativa del fumetto moderno, un romanzo disegnato che ha cambiato il modo di intendere il linguaggio del fumetto in Europa. Pubblicata per la prima volta nel 1967, quest’opera introduce il personaggio di Corto Maltese, destinato a diventare un’icona assoluta di libertà, ironia e anticonformismo. La storia è ambientata nel Pacifico all’inizio della Prima guerra mondiale, tra isole sperdute, pirati, tribù indigene e spie imperiali. Ma nonostante lo sfondo epico, la forza del racconto non sta solo nella trama, bensì nella costruzione di un’atmosfera sospesa, mitica, dove l’avventura diventa meditazione e lo scontro diventa confronto tra mondi e visioni.

Corto Maltese è il centro magnetico dell’opera, anche se non si impone mai come protagonista assoluto. È un uomo libero, nel senso più profondo e radicale del termine. Non è un eroe, non è un patriota, non è un ribelle classico. È uno spirito anarchico e romantico, che rifiuta le regole imposte, le ideologie dogmatiche, i poteri costituiti. Vive secondo un codice personale, spesso enigmatico, ma sempre coerente con l’idea che la libertà sia la sola cosa per cui valga la pena vivere. Nato da madre gitana e padre inglese, Corto incarna la mescolanza, l’ibrido, il nomadismo esistenziale. Il suo famoso gesto di tagliarsi da solo la linea della fortuna sulla mano, perché non ne aveva una, è una dichiarazione potente di autodeterminazione: non accetta il destino, lo costruisce. È un viaggiatore, un osservatore, un uomo che non possiede nulla e non vuole essere posseduto da nessuno.

Hugo Pratt, attraverso Corto, mette in scena se stesso. La sua vita è stata un continuo attraversamento di confini: dall’infanzia nella Venezia multiculturale alle esperienze in Africa coloniale, poi l’Argentina, l’Etiopia, Londra, Parigi. Anche lui, come Corto, ha sempre abitato i margini, diffidando delle certezze, fuggendo i ruoli prestabiliti. Il suo modo di disegnare è essenziale, evocativo, a volte scarno, ma proprio per questo carico di atmosfera e suggestione. Non disegna per spiegare, ma per evocare. I suoi dialoghi sono spesso ellittici, sospesi, letterari. Si sente l’influenza di Conrad, di Stevenson, di Melville, ma anche del cinema muto, del teatro, della poesia. Pratt scrive e disegna come un poeta: suggerisce, accenna, lascia spazio al silenzio e all’immaginazione.

Una ballata del mare salato è un libro fondamentale perché ha dimostrato che il fumetto può essere arte, può essere letteratura, può affrontare temi complessi senza perdere la capacità di incantare. È un libro che rompe con l’infantilismo di molta produzione dell’epoca e apre un varco verso una forma espressiva adulta, profonda, internazionale. Ma è fondamentale anche per il suo messaggio: in un mondo diviso tra potenze, ideologie, guerre, Corto Maltese è una figura che ci invita a non schierarci per forza, a cercare la nostra strada, a scegliere la libertà anche quando è difficile, anche quando costa solitudine.

Leggere Una ballata del mare salato oggi significa immergersi in un’opera che non ha perso nulla della sua forza. È un viaggio nelle pieghe della storia e nei misteri dell’animo umano. È un’opera che parla di oceani e tempeste, ma anche di coscienza e destino. Hugo Pratt ha creato un personaggio e uno stile di vita: quello di chi non appartiene a nulla, ma attraversa tutto con dignità, con ironia, con la grazia di chi ha scelto di essere libero.