ASSALTO ALLE PIATTAFORME. RIPRENDIAMOCI INTERNET. _ KENOBIT

​Se stai leggendo questa recensione tra un balletto su TikTok e un video di dieci secondi su “come diventare ricchi con le crypto”, probabilmente non arriverai alla fine del secondo paragrafo. La tua soglia di attenzione è stata demolita, atomizzata e rivenduta al miglior offerente da un algoritmo che ti conosce meglio di tua madre, ma che ti tratta come bestiame da mungitura digitale.

“Assalto alle piattaforme” di Kenobit non è solo un libro: è un manifesto di resistenza per chi si è stancato di essere il prodotto in una fabbrica globale di imbecillità.

​Il Grande Inganno del “Gratis”

​Miliardi di persone si sono trasformate volontariamente in analfabeti funzionali. Credono di essere “connessi”, ma sono solo nodi passivi di un sistema neoliberista che trasforma ogni loro respiro in un dato monetizzabile. Mentre tu guardi video accelerati di ricette che non cucinerai mai, il capitale predatore sta ridisegnando la realtà a sua immagine e somiglianza.

​I social media non sono piazze pubbliche: sono recinti elettrificati. TikTok, in particolare, rappresenta l’apice di questa lobotomia algoritmica: un flusso infinito di stimoli progettato per impedirti di pensare, di approfondire, di ribellarti. Sei un pilota automatico guidato dai “poteri forti” che tanto temi nei tuoi commenti complottisti, senza accorgerti che il vero complotto è l’app che hai in mano.

​La Visione di Kenobit

​Kenobit non si limita a diagnosticare la malattia; ci offre il kit di pronto soccorso per l’insurrezione. Il libro ci ricorda che Internet è nata per essere libera, decentralizzata e anarchica. Invece, l’abbiamo consegnata a quattro o cinque miliardari sociopatici della Silicon Valley.

  • Basta passività: Smetti di essere un consumatore bulimico di contenuti spazzatura.
  • Riprenditi il tempo: Il tempo che regali allo scroll è vita che non tornerà più.
  • Costruisci alternative: Esistono modi per stare in rete senza vendere l’anima (e il cervello) al capitale.

Per chi è questo libro?

​Questo libro non è per i social-idioti che vivono di like e validazione algoritmica. Loro non lo capiranno, o probabilmente si stancheranno dopo la terza pagina perché non c’è una musichetta accattivante in sottofondo.

​È per chi prova ancora un senso di nausea davanti alla vetrificazione della cultura. È per chi vuole “assaltare le piattaforme” e trasformare il Web da un centro commerciale distopico a un laboratorio di libertà.

Volete continuare a essere i giullari di Elon Musk e Mark Zuckerberg o volete ricominciare a essere esseri umani?

​”Il problema non è la tecnologia, ma chi tiene il guinzaglio. E oggi, il guinzaglio lo tieni tu, ma punta dritto verso il macello del neoliberismo digitale.”