
Siamo sotto attacco. Non da parte di una potenza straniera, ma di un esercito silenzioso, distratto e spaventosamente numeroso che vive tra noi. Sono i maledetti analfabeti funzionali: persone che sanno leggere le parole, ma non sanno interpretare i fatti; che sanno scrivere un commento, ma non sanno articolare un pensiero.

Questi individui sono un pericolo pubblico. In un mondo complesso, la loro incapacità di discernimento non è un limite privato, è una minaccia collettiva. Alimentati da algoritmi che premiano il nulla e da video di quindici secondi che hanno letteralmente fuso le loro sinapsi, questi soggetti inquinano il dibattito pubblico e la democrazia stessa. È tempo di smetterla con il buonismo: chi non è in grado di comprendere la realtà va emarginato dal dibattito e, per il bene della salute mentale collettiva, andrebbe privato del diritto di accesso ai social media. Se non sai maneggiare l’informazione, non dovresti avere un megafono.

IDENTIKIT DEL PERICOLO: COME RICONOSCERLI
Non serve un esperto per individuarli, basta osservare il loro comportamento online e offline:
- L’incapacità di sintesi: Leggono solo il titolo di un articolo e commentano con rabbia il contenuto che non hanno mai aperto.
- La dittatura del “secondo me”: Elevano la propria opinione ignorante al rango di verità scientifica o storica.
- Dipendenza da stimoli brevi: Non riescono a guardare un video o leggere un testo che duri più di 30 secondi senza perdere la concentrazione.
- Assenza di spirito critico: Credono a qualunque bufala purché confermi i loro pregiudizi (bias di conferma).
- Aggressività verbale: Laddove manca l’argomentazione, subentra l’insulto o il punto esclamativo seriale.
DECALOGO DI SOPRAVVIVENZA: COME TRATTARLI
Poiché siamo costretti a conviverci (per ora), ecco come gestire un analfabeta funzionale senza perdere la sanità mentale:
- Non discutere mai nel merito: Non hanno gli strumenti per seguirti. Risparmia fiato.
- Usa frasi brevi e secche: Come se parlassi a un bambino, o a un software mal programmato.
- Non condividere i loro contenuti: Anche se lo fai per deriderli, stai comunque dando loro visibilità.
- Isolali socialmente: Se un commento è stupido, ignoralo. Il silenzio è l’unica barriera efficace.
- Esigi le fonti: Quando sparano una sciocchezza, chiedi i dati. Spariranno in una nuvola di fumo.
- Smaschera l’emotività: Fai notare che stanno reagendo di pancia e non di testa.
- Smetti di seguirli: Fai pulizia nei tuoi contatti. Il “defollow” è un atto di igiene mentale.
- Non cercare di educarli: Non è compito tuo rimediare a decenni di abbandono intellettuale.
- Proteggi i giovani: Impedisci che i ragazzi vengano risucchiati nello stesso vortice di video brevi e contenuti spazzatura.
- Sostieni il merito: Premia chi approfondisce, chi legge e chi tace quando non sa.
CONSIGLI DI LETTURA PER CAPIRE IL DISASTRO
Per comprendere come siamo arrivati a questo punto di non ritorno, ecco due testi imprescindibili:
1. “Ignoranza. Una storia globale” di Peter Burke
In questo saggio monumentale, Burke ci spiega che l’ignoranza non è solo “mancanza di conoscenza”, ma una forza attiva e potente. L’autore traccia una storia di come le società abbiano usato (e subito) l’ignoranza nel corso dei secoli, dimostrando che oggi, nell’era dell’informazione totale, siamo paradossalmente più ignoranti di prima. Un libro necessario per capire che il problema che vediamo sui social ha radici profonde e pericolose.

2. “Come finisce la democrazia” (Internazionale / BUR Rizzoli)
Questo volume raccoglie analisi lucide e spietate sui mali del nostro tempo: populismi, tecnocrati e, soprattutto, la post-verità. La copertina parla chiaro: un megafono che sputa false verità: il simbolo perfetto dell’analfabetismo funzionale che divora le istituzioni. Se non siamo più in grado di distinguere i fatti dalla propaganda, la democrazia smette di esistere e diventa un teatrino per masse manipolabili che hanno barattato il pensiero critico con lo scroll infinito.


L’analfabetismo funzionale è il cancro della modernità. Non possiamo più permetterci di considerare la stupidità come un’opinione accettabile o “un punto di vista”. In un mondo che corre verso il baratro, l’unica arma che ci resta è la cultura, intesa come difesa immunitaria contro il virus della semplificazione. Spegnete i social a chi non sa leggere la realtà, o la realtà finirà per spegnere noi.
Come diceva in modo profetico Isaac Asimov:
“C’è un culto dell’ignoranza negli Stati Uniti (e nel mondo), e c’è sempre stato. La vena di anti-intellettualismo è stata un filo costante che si è fatto strada attraverso la nostra vita politica e culturale, nutrito dalla falsa nozione che democrazia significhi che la mia ignoranza vale quanto la tua conoscenza.”
Non lasciate che la loro ignoranza decida il vostro futuro. Leggete, studiate, discriminate.