ANARCHIK. LEGGERÒ DEL MIO PEGGIO.


STORIA DI UN FUMETTO ANARCHICO NATO TRA CARTA, STRADA E MASCHERA.
LE ORIGINI: UN PERSONAGGIO CONTRO LO STATO

Anarchik nasce alla fine degli anni Sessanta come personaggio a fumetti ideato da Roberto Ambrosoli, disegnatore e militante anarchico. Fin dall’inizio è pensato come strumento di comunicazione politica non convenzionale: ironico, dissacrante, volutamente irriverente. Il suo motto, diventato celebre, è “Farò del mio peggio”, una risposta sarcastica all’idea di progresso, ordine e moralità imposti dall’alto.

Anarchik è uno dei primi esempi di personaggio grafico usato in ambito anarchico con una funzione esplicitamente popolare: non un simbolo austero, ma una figura capace di far ridere, provocare e circolare facilmente su volantini, riviste, manifesti e magliette. Il fumetto viene pubblicato soprattutto su A Rivista Anarchica, diventando nel tempo un segno riconoscibile dell’immaginario libertario italiano.

UNA GRAFICA SPORCA PER UN MESSAGGIO CHIARO

Il tratto di Anarchik è volutamente grezzo: linee spesse, volti caricaturali, movimento e caos. Non cerca la perfezione estetica, ma l’impatto immediato. Ogni vignetta sembra una piccola esplosione visiva, coerente con la bomba stilizzata che spesso accompagna il personaggio, più simbolica che distruttiva, usata per ridicolizzare l’autorità, la religione, la polizia e il potere in generale.

I testi sono brevi, secchi, taglienti. Più slogan che dialoghi, più pensieri disturbanti che narrazione lineare. Anarchik non spiega l’anarchia: la mette in scena.

IL PONTE DELLA GHISOLFA: QUANDO ANARCHIK DIVENTA CARNE

Un dettaglio fondamentale riguarda la nascita “fisica” del personaggio. All’inaugurazione del Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa di Milano, storico centro del movimento libertario, Anarchik non fu solo disegnato: fu incarnato.

Per l’occasione venne realizzato un costume artigianale di Anarchik, trasformandolo in una maschera vivente utilizzata durante feste, iniziative e momenti pubblici. L’idea era portare l’anarchia fuori dalla carta stampata e dentro la strada, usando il linguaggio del teatro popolare e della parodia.

Il Ponte della Ghisolfa non è un semplice circolo ma un laboratorio politico, culturale e umano. Far nascere lì Anarchik significava affermare che l’anarchia doveva essere visibile, accessibile, perfino giocosa, senza perdere radicalità.

DA ANARCHIK AL GABIBBO: UN CORTOCIRCUITO CULTURALE

A vestire i panni di Anarchik fu Marco Silvestri, figura dell’underground milanese che anni dopo sarebbe diventata nota al grande pubblico come l’interprete del Gabibbo, la celebre mascotte televisiva.

Questo passaggio, apparentemente paradossale, racconta molto della forza delle maschere. Cambia il contesto, cambia il messaggio, ma resta il corpo che lo anima. Anarchik e il Gabibbo sono agli antipodi simbolici, eppure condividono una radice comune: l’esagerazione, la caricatura, la comunicazione diretta alle masse.

Anarchik dimostra così di essere un personaggio fluido, capace di attraversare mondi diversi senza mai diventare davvero innocuo.

ANARCHIA COME DOMANDA, NON COME DOTTRINA

Il fumetto Anarchik non propone un programma politico chiuso. L’anarchia che racconta è soprattutto un atteggiamento: dubbio permanente, rifiuto dell’obbedienza automatica, critica dell’autorità. Non offre soluzioni facili, ma invita a pensare.

Leggere Anarchik significa accettare di leggere del proprio peggio: rabbia, cinismo, desiderio di distruzione delle gabbie mentali prima ancora che di quelle materiali.

10 LIBRI CHE TI CONVINCERANNO AD ESSERE ANARCHICO

  1. L’ANARCHIA – GEORGE WOODCOCK

Una storia completa del pensiero anarchico. Ideale per capire che l’anarchia non è caos, ma una tradizione ricca e articolata.

  1. STATO E ANARCHIA – MICHAIL BAKUNIN

Un classico incendiario contro ogni forma di potere centralizzato. Ancora oggi disturbante e lucidissimo.

  1. L’ANARCHIA – ERRICO MALATESTA

Chiaro, diretto, umano. Spiega l’anarchia senza mitizzarla e senza semplificarla troppo.

  1. IL MUTUO APPOGGIO – PËTR KROPOTKIN

Un libro che distrugge l’idea che la competizione sia naturale. La cooperazione è rivoluzionaria.

  1. LA MORALE ANARCHICA – PËTR KROPOTKIN

Un’etica senza Stato, basata sulla responsabilità individuale e collettiva.

  1. L’UNICO E LA SUA PROPRIETÀ – MAX STIRNER

Radicale e disturbante. Ti costringe a chiederti quanto sei davvero libero.

  1. CHE COS’È LA PROPRIETÀ? – PIERRE-JOSEPH PROUDHON

Il libro che ha reso immortale una frase scomoda. Ancora attuale.

  1. ANARCHIA. IDEE PER L’UMANITÀ LIBERATA – NOAM CHOMSKY

Riflessioni moderne sul potere, il consenso e la libertà reale.

  1. PICCOLA STORIA DELL’ANARCHISMO – MARIANNE ENCKELL

Breve ma densissimo. Perfetto per orientarsi senza perdersi.

  1. VERSO IL NULLA CREATORE – RENZO NOVATORE

Poesia, individualismo e rivolta esistenziale. Un libro che non consola.

UN FINALE SENZA PACIFICAZIONE

Anarchik non vuole renderti migliore. Vuole renderti consapevole. Non promette un mondo giusto, ma uno sguardo meno addomesticato.

Tra fumetto, maschera e pensiero, Anarchik continua a ricordarci che la libertà non è una bandiera da sventolare, ma un conflitto da abitare.

E se alla fine restano solo domande, va bene così: l’anarchia comincia proprio da lì.

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