L’umanità si rincoglionisce: il declino della mente nell’era dei video brevi

Siamo al capolinea di qualcosa che un tempo si chiamava “pensiero”. Le nuove tecnologie, in particolare i social media basati sui video brevi come TikTok, Instagram Reels e YouTube Shorts, stanno rendendo l’umanità sempre più stupida, distratta e incapace di cogliere la complessità del mondo. È un processo lento, ma inarrestabile, simile alla bollitura graduale di una rana in pentola: nessuno se ne accorge, finché non è troppo tardi.

I dati parlano chiaro: il tempo medio passato sui social è oggi superiore alle 2 ore e 30 minuti al giorno per utente (fonte: Statista, 2024), con picchi che superano le 4 ore tra gli adolescenti. Allo stesso tempo, la capacità di concentrazione umana è scesa drammaticamente. Secondo uno studio di Microsoft del 2022, l’attenzione media dell’essere umano è ormai scesa a 8 secondi—meno di quella di un pesce rosso.

In metropolitana, nei bar, nei parchi: ovunque si vedono persone che scorrono compulsivamente video di pochi secondi, molti dei quali con l’audio a tutto volume, disturbando chi cerca un momento di silenzio o di riflessione. Nessuno legge. Nessuno parla. Nessuno ascolta. Tutti condividono clip idiote senza aggiungere un pensiero, un’idea, una riflessione. La comunicazione si è ridotta a “guarda questo” o “quanto è cringe”, in un’orgia di stimoli poveri, superficiali e alienanti.

La condivisione non è più culturale, ma mimetica. Non si condividono pensieri, ma reazioni emotive elementari: risate, rabbia, indignazione. Le idee sono evaporate. La lettura è vista come una fatica inutile, la scrittura come un’abilità obsoleta, il silenzio come un problema da riempire a suon di scroll. Questo non è più intrattenimento: è anestesia collettiva.

Serve una disintossicazione culturale. E urgente. Serve il ritorno al tempo lento, alla profondità, al dubbio. Serve leggere. Ma non leggere qualsiasi cosa: leggere per risvegliare il pensiero critico, la capacità di argomentare, di resistere alla semplificazione.

Ecco 5 libri indispensabili per chi vuole salvarsi dalla stupidità di massa:

“Pensieri lenti e veloci” – Daniel Kahneman
Un viaggio straordinario nella psicologia del pensiero umano: perché decidiamo male, perché ci accontentiamo di scorciatoie mentali, e come possiamo recuperare il controllo razionale.

“1984” – George Orwell
Non è solo distopia: è il manuale di sopravvivenza intellettuale per chi vive in una realtà filtrata da algoritmi e manipolazioni cognitive.

“Homo Deus” – Yuval Noah Harari
Una riflessione sul futuro dell’umanità e sui rischi di affidare la nostra coscienza alle intelligenze artificiali e ai modelli algoritmici.

“Il mondo nuovo” – Aldous Huxley
La società ipnotizzata da piaceri superficiali che Huxley immaginava è oggi una realtà più concreta dei suoi incubi.

“L’arte di pensare” – Ernest Dimnet
Un invito prezioso e dimenticato a tornare alla riflessione, alla profondità, al pensiero indipendente.

Chiunque stia leggendo questo articolo dovrebbe porsi una sfida immediata: per ogni minuto passato a guardare video brevi, dedicare due minuti alla lettura di un buon libro. Ma se si arrivasse a non perdere neppure un secondo su questi brevi video non sarebbe neppure così male. È un atto di ribellione, ma anche di sopravvivenza mentale.

Non c’è nessuna scusa valida per continuare a farsi lobotomizzare da contenuti che durano 12 secondi. Spegni il volume, chiudi l’app, apri un libro. E ricomincia a pensare. Prima che sia troppo tardi.

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