
In Italia, 1 persona su 3 è un analfabeta funzionale. Legge, ma non capisce. Scorre un testo, ma non lo afferra. Firma un contratto, ma non ne coglie le clausole. Ascolta un telegiornale, ma non distingue un’opinione da un fatto. Questo non è un problema individuale: è una falla collettiva. Ed è da questa falla che nasce un gesto tanto semplice quanto necessario: regaleremo questi segnalibri a chiunque si avvicini.
Sì, li regaleremo. A chi ama leggere, a chi non lo fa da anni, a chi pensa di non avere tempo, a chi crede che leggere non serva più a niente. Non venderemo niente, non chiederemo niente in cambio. Solo la possibilità che questo piccolo oggetto accenda qualcosa. Una scintilla. Una curiosità. Una lettura.
I segnalibri che vedi in foto parlano chiaro.
Uno dice:
“1 italiano su 3 è un analfabeta funzionale. Questo segnalibro è per gli altri due.”
È una frase che colpisce, e deve farlo. Perché ci riguarda tutti.
L’altro aggiunge:
“Vorrei che tutti leggessero per diventare liberi.”
Ironico, sì. Ma tremendamente vero. Perché leggere significa difendersi. Non farsi confondere. Sapere. Scegliere.
Il segnalibro, in fondo, è un simbolo. Non solo di lettura, ma di pausa consapevole, di ritorno, di continuità. È il posto dove ti sei fermato, non per mollare, ma per riprendere fiato. È il punto da cui puoi ricominciare — oggi, domani, tra un anno. Regalare un segnalibro è come dire: “Non importa dove sei arrivato. Importa che tu voglia andare avanti.”
E così faremo: li doneremo a chiunque si avvicini. Nessuna selezione. Nessuna distinzione. Se tendi una mano, il segnalibro è tuo. Perché ognuno ha diritto a una storia. E anche a un punto da cui iniziarla o riprenderla.
Un giorno qualcuno troverà questo cartoncino infilato tra le pagine di un libro dimenticato. O magari glielo passerà un amico. E forse, leggendo quelle poche parole, inizierà a leggere anche il resto. E non si fermerà più.
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Oppure vieni a prenderlo. È gratis, ma vale tantissimo.