Leggere è un atto rivoluzionario: sfida lo smartphone con un libro in mano e diffondilo con il bookcrossing

L’Italia si trova ad affrontare una significativa sfida nel campo della lettura e dell’istruzione. Secondo i dati Istat del 2022, solo il 39,3% della popolazione di età superiore ai 6 anni ha letto almeno un libro nell’ultimo anno per motivi non strettamente scolastici o professionali, in calo rispetto al 40,8% del 2021 (Istat).

In un paese in cui una famiglia su dieci non possiede nemmeno un libro in casa, il declino della lettura è un problema culturale e sociale. La povertà educativa è legata direttamente alla mancanza di accesso ai libri: secondo Openpolis, nel Sud Italia solo un minore su tre legge abitualmente, mentre in regioni come l’Emilia-Romagna la percentuale sale a due su tre (Openpolis). Inoltre, l’Italia spende circa il 4% del proprio PIL in istruzione, un dato inferiore alla media UE del 4,7%, dimostrando un investimento insufficiente nel contrastare la povertà educativa (Aliautonomie).

In una società dominata dagli schermi, portare un libro con sé e leggerlo in pubblico è diventato un atto di resistenza culturale. Ovunque si vedono persone immerse nei video, scorrendo senza fine tra contenuti effimeri, mentre il libro richiede attenzione, immersione e pensiero critico. Scegliere di camminare con un libro, di sfogliarlo in metro o in coda, significa distinguersi, sfidare l’omologazione e promuovere un modello alternativo di conoscenza e riflessione.

Oltre a un gesto simbolico, circondarsi di libri è una strategia concreta per stimolare la lettura. I dati dimostrano che il 66,9% dei ragazzi legge se ha genitori lettori, contro il 30,8% di chi cresce in famiglie senza libri (Istat). La presenza dei libri non è solo un fattore estetico, ma un motore di cambiamento personale e sociale.

Un altro gesto rivoluzionario per diffondere la lettura è creare punti di bookcrossing veri e propri “semi di cultura” sparsi nel territorio. Il bookcrossing  consiste nel lasciare libri in luoghi pubblici (panchine, bar, fermate dell’autobus, scuole) affinché altri possano trovarli, leggerli e poi rimetterli in circolo. Questi punti di scambio, spesso organizzati in librerie, biblioteche o scaffali condivisi, permettono ai libri di viaggiare di mano in mano, abbattendo barriere economiche e sociali all’accesso alla lettura. Ogni libro lasciato è come un seme piantato: non si sa chi lo raccoglierà, ma può germogliare in un lettore appassionato.

Le biblioteche possono essere baluardi contro la povertà educativa. Nel 2021, il 12,4% delle biblioteche italiane ha avviato progetti per persone in difficoltà economica o culturale, con un impegno particolarmente forte nel Sud Italia (Quotidiano del Sud). Tuttavia, questi sforzi devono essere accompagnati da politiche pubbliche che incentivino la lettura e garantiscano l’accesso ai libri a tutti i cittadini.

Per invertire la tendenza e combattere la povertà educativa, serve una rivoluzione culturale: più libri nelle case, più lettura condivisa in famiglia e più presenza fisica del libro nella quotidianità. Portare un libro in mano non è solo un’abitudine: è una scelta di resistenza in un mondo distratto. È un atto rivoluzionario. E creare punti di crossbooking è come piantare alberi: oggi lasci un libro, domani fai crescere un lettore.

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